Archivio per Bacco delle Gnostre

La donna perfetta

Posted in Love/Hate with tags , on 6 novembre 2016 by Diecimilagiorni

Era iniziata con una conoscenza in comune: in modo classico, la trafila “Ma sai che c’è questa mia amica a cui piaceresti sicuramente”, e la domanda di rito “Ma di che colore ha i capelli?”, “Rossi!”, “Allora ok”. Richiesta corsara su Facebook, l’imbarazzo delle prime chattate,  la consapevolezza crescente di avere qualcosa in più a renderci simili. “Suoni il sax? ma è fantastico!”. Una sensazione nuova: “Beh, magari è la volta buona per fermarsi“. Per smettere di andare ramingo nel nord dei sentimenti.Quel nord che non dimentica, come sai. Ti raccontavano raggiante, e ti scoprivo davvero molto carina con i miei cari a farmi eco (la loro approvazione prescinde anche dalla donna perfetta); nemmeno mi sono preoccupato di capire se avevi un bel culo, mentre mi inviavi quegli smile con la bocca coperta, quella tensione emotiva crescente, quell’autunno buio e latente. Mi piacevi anche al telefono, perché ne analizzavo i contenuti, le forme, i tempi. Eri una voce ovattata, dall’accento familiare su cui scherzavo, che mi urlava “Svegliati!”. O forse “Svegliami!”, il dormiveglia non aiuta. Ma tanto ci saremmo incontrati presto, e  no, non vediamoci da Bacco, c’è troppo casino e voglio parlarti negli occhi. Tanto andrà tutto bene.

E invece non ha funzionato.

Perché doveva funzionare subito. Non potevamo permetterci una serata storta: ma io ero a pezzi con  la sveglia che incombeva e ammalato di stanchezza (ah già, siamo pure colleghi), e tu come affacciata a quel balcone di Verona (ah già, siamo pure colleghi) ad aspettare invano che ti corteggiassi come volevi. Me la si leggeva in faccia, la delusione. E sulla tua? Dovevamo risolvere ogni cosa, raddrizzare i torti, rafforzarci e rassicurarci, fermare il cronometro e con lui la corsa verso quell’età dove diventa tutto difficile, where love is a losing game. Era l’ultimo biglietto d’oro per la fabbrica del cioccolato: i segreti che ho raccontato e quelli che hai taciuto, senza che mai abbia capito perché diavolo non cogliessi le mie confidenze come un invito, né perché gli abbracci te li dovessi chiedere. Certo che era davvero un periodo orribile per non realizzare il film di una sceneggiatura che si era scritta da sola, ma mi piace sottolineare di averti ringraziato, allo spuntare dell’alba, per esserci stata nell’ora più buia. Forse la donna perfetta dovevo perderla, per iniziare a svegliarmi.

la-donna-perfetta-rich-visore-61439_big