Impressioni di Settembre XV

Resta umano.

Proteggi le alcove, difendi gli anfratti e le pieghe del tuo essere ancora in grado di vibrare. Ancora in grado, malgrado le scosse, di nasconderti. Perché troppo spesso percorri a vuoto lo stesso anello, troppo stretto leghi alla gola quel cappio, troppo complesso scrivi lo spartito dei tuoi neri. Molto è andato perso, è vero. Come in quella favola, il nulla ha divorato quella capacità di percepire che da sempre è stata il tuo quartier generale, giungendo ad intaccarne le fondamenta dei legami spirituali, le travi portanti dei momenti felici, le gabbie di Faraday. Che poi erano gli abbracci.

Non puoi ridurre l’esistenza ai dolori ed alle rinunce. Agli schemi ed ai malsani sogni di vendetta. Dove hai dimenticato la ricerca di significato, la condivisione, il teorema del bene applicabile a te stesso ed agli abitanti del tuo cuore? Ecco la sfida dell’età adulta.

Ora sono passati quindici anni dal freddo serale di quella panchina, e troppo poco ho scritto dall’ultimo compleanno a questo. Ma non mi arrendo.

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