Impressioni di settembre XIII

Guardo un dodicenne spaventato che rientra dalla scuola, 

Un anziano che si trascina, una madre che chiama a sé la figlia,
vicina al limite tra marciapiede e strada. 
Cosa ciascuno di loro lamenta della sua era?
Ed io, chi sono?
 
Ho sentito la mancanza dell’elsa, adesso tra i miei polsi trema la ruggine: 
e riorganizzare le linee 
e stringere le matasse 
e borchiare le corazze. 
Raccontare la mia storia intorno al bivacco.
La guerra si estende in terreni che non immaginavo esistessero, 
l’evoluzione senza rapidità diventa estinzione;
vado verso l’epoca della responsabilità,
verso il soldato semplice che non sono più. 
 
Ho combattuto buone battaglie. La partita è sempre aperta.

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