Archivio per novembre, 2012

NuovalchimiA On-Rai!

Posted in Musiclike with tags , , on 25 novembre 2012 by Diecimilagiorni

Preview dal sito Rai di “Essenza”

Le mani [Liberi pensieri sull’omosessualità].

Posted in Love/Hate with tags , , on 13 novembre 2012 by Diecimilagiorni

Su questo argomento, le idee mi si sono chiarite con gli anni.

Quando mio padre iniziò a frequentare la scuola elementare, gli fu messo il pennino in mano e chiesto di tracciare una a, poi una b, poi una c. Così fece, ma afferrando lo strumento con la sinistra. Non andava bene: doveva usare la destra, a costo di essere preso a bacchettate. E così fu, finché il dorso non gli dolse e non ebbe scelta. Oggi, scarabocchia come un medico. E mi ha trasmesso tanto il gene del mancinismo quanto la brutta grafia, ma questa è un’altra storia.  Vi dico solo che sono un po’ precisino in merito: a mia volta da scolaro, quando chiedevo “qual è la destra?”, la risposta “La mano con cui si scrive” mi faceva incazzare.

In ogni caso, come valutereste oggi il ricorso alla punizione corporale? Credo, tra il ridicolo e il barbaro, il crudele e il perseguibile penalmente. Eppure accadeva 50 anni fa e si trattava dell’ennesimo mattone di un muro. I mancini sono stati per secoli una categoria bollata, con ignoranza e superstizione, diabolica, torbida, malata. Pensateci. Un luogo sinistro, un tiro mancino,  perfino un sinistro stradale. E a onor del vero, non è nemmeno corretta la prospettiva opposta: come sostenere che siamo di default più intelligenti dei destrorsi, ad esempio.  Forse abbiamo un po’ di fascino arcano, ma ve l’ho anticipato che sono un vanitoso del cazzo e soprattutto, le donne left-handed mi fanno perdere la testa. Non sarei obiettivo.

L’umanità sa essere mefistofelica nel dare i nomi. Diciamo comunemente che gli arabi scrivono al contrario, così come chiamiamo gli omosessuali invertiti.

Zibaldoni a parte, mi piace immaginare un futuro in cui l’omofobia sia ricordata allo stesso modo delle bacchettate. Un avvenire nel quale la gente possa perfino scherzare su come quei deficienti del 21esimo secolo, ancora afflitti dalla fame e dalla mancanza di sostentamento, si profondessero in grandi sforzi per combattere e osteggiare l’omosessualità. Che la trovassero innaturale, che usassero contro violenza fisica e psicologica. Come considerassero il diverso, pericoloso. Gli omosessuali  sono una minoranza, (e così i mancini): ma, ben argomenteranno i nostri pronipoti, nella nostra epoca non eravamo un granché a trattare le minorities.

Non scegliamo la mano con cui scrivere, ne il nostro orientamento. Lo siamo e basta. E un individuo può e deve essere valutato in base a ciò che decide. Il razzismo e il sessismo sono frutti della medesima malsana pianta. L’omosessualità esisteva molto prima che qualcuno la vietasse: e non nominate Dio, visto che non è Egli a parlare. Coloro che hanno scritto di Lui, e altri ancora che ne hanno interpretato il messaggio, erano ben lontani dall’ esistere quando gli individui provavano piacere a giacere con altri, con il loro stesso corpo.  Eppure, anche tra i critici dell’istituzione ecclesiastica noto con dispiacere una persistente punta di menefreghismo e di avversità.

L’umanità non ha mai avuto una bussola. In un certo momento della Storia, i membri della famosa Guardia Svizzera Pontificia, sospettati di omosessualità a causa dell’assenza forzata di donne, vennero pian piano identificati con la parola “frogi” a causa, così si racconta, delle loro grosse narici. Siamo una specie bizzarra.

Oggi, il sesso maschile medio sta alla larga. Della serie, “magari sei anche una brava persona, magari non fai del male a nessuno, ma hai sicuramente qualcosa che non va e io non voglio sapere cos’è”. Personalmente, non sopporto ciò che nel 2012 è considerata la virilità normativa: “un vero uomo non può essere gay”.  Guai a dubitare della mascolinità: una insinuazione di stupro commesso non sarebbe altrettanto lesiva.

E non vi dico i c.v.d. quando ho scherzato, in ambienti controllati, affermando  che lo ero. Mi hanno guardato come se fossi un marziano, ed ho smentito in tempo, alleggerendo una situazione che si faceva tesa.  Sapete, gli alieni non sono sempre pacifici, nell’immaginario collettivo. E a mio parere il buon Morgan Freeman non ha totalmente ragione, anche se ne ho apprezzato l’arguzia. C’è, negli occhi dei nostri, un po’ di paura, quella paura che innesca spesso meccanismi distruttivi. E visto che oggi ne ho per tutti,

  1. non nego che a volte apostrofo e biasimo qualche amico con un generico “ma si’ pproprjie nu’ ricchion”. Sono figlio del mio tempo, e tutt’altro che superpartes.
  2. Il “disprezzi gli omosessuali, ma le lesbiche ti piacciono, vero?” è un buon ragionamento, seppur sempliciotto. A due donne chiederei quantomeno di guardare, mentre l’ idea di spiare due uomini non mi piace nemmeno un po’. Del resto, un vegetariano ha tutto il diritto di non mangiare carne e non dovermi vedere mentre sbrano una bistecca, ma senza che questo mi renda un criminale.
  3. Ho conosciuto alcuni gay. Una volta ho saputo di essere oggetto di sentimenti, ma da terze persone. Lui era troppo timido, e la cosa mi ha fatto sorridere. In un’altra circostanza, ne ho conosciuto uno decisamente invadente e molesto.

In conclusione, il modo di porsi, quello si, è una scelta, che ci rende migliori o peggiori. D’altro canto, non pensate che qualunque donna possa raccontare di aver avuto tanto spasimanti [etero] discreti quanto stalker?

Questo mi fa pensare, ancora una volta, quanto siamo tutti uguali.

E quanto la nostra sessualità ci rende diversi come ci rende diversi la mano che usiamo per scrivere la nostra storia.

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