Ogni Maledetta Zeitgeist [Impressioni di Settembre XII]

Scrivere ogni anno questo post ha dato luogo a delle regole. Posso indossare la penna o picchettare sulla tastiera, in questo sempre controverso mese, di affanni e speranze. Anche nel successivo, in realtà: a condizione che scatti quella favilla nota a chiunque ami dare voce all’inchiostro. Quel frangente, magari serale, domenicale, di un sospiro profondo, di una vecchia foto, degli appuntamenti dei giorni venturi, dello stipendio ricevuto. Ecco, mi trovo in un non-luogo che solo la sacra parola scritta può creare.

Credo che il mondo abbia una chiave di lettura, uno spirito e tempo, un qui e ora comprensibile ed interpretabile. Chi ne è padrone, anche solo per pochi istanti, è capace di ottenere da Lui, e da noi, quasi ogni cosa: parlo di possedere la capacità della giusta vulgata, della corretta azione, del divino scorrere dei giorni. Saper leggere quel libro, con parole cangianti e nessuna scrittura, e fare in modo che assecondi la tua volontà. Come un Demone. O come il Genio della lampada.

Non provo invidia nei confronti di queste persone. Solo una velata malinconia, come un brivido del freddo che arriva, ricordando come un tempo il mondo mi appartenesse. Almeno, il mio. Tra queste stesse mani lo stringevo e lo cullavo. Ma oggi, mentre tu hai ancora quei capelli rossi e la voce rauca, tu appena due rughe in più ma ancora splendidi iridi d’acqua, tu sorrisi d’avorio tanto da non ricordarti più imbronciata e tesa,tra i palmi rimangono solo immagini, diapositive, negativi.

Basta però. Basta con questi flashback. E basta anche col pensare che la partita sia chiusa. Qualcuno lassù mi ha inviato una stupenda estate per farmi capire che è ancora tutto possibile.

Non sono bravo a suonare la carica, ad essere scaramantico si.

Quindi taccio e faccio parlare uno che ne sa. Stasera in cuffia c’è lui.

…Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire!  E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro!

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