Un’estate fa…

Maledetto sia il vizio di dare circolarità cronologica agli eventi.
Da quando ho festeggiato il nuovo anno, le cifre mi sono iniziate a sembrare elevate e cupe, tipo i pioppi. Questa ridondanza ciclica sta diventando gravosa, perchè troppo lontano devo spingermi per arrivare ai luoghi e ai tempi della serenità, e quella balorda canzone non va bene per niente. Non c’eri che tu. Col cazzo, non c’era proprio nessuno.
Non è di poco conto la consolazione del rispetto dei termini autostabiliti, ricordo benissimo [e non butto via niente] lo scombussolio del cuore in aritmia e non ho mosso altro muscolo senza previa autorizzazione scritta. firmata tu-tu-tùm.
Per il resto, il piattume di un biennio ha sigillato gli Early Days romani come facenti parte dell’ultimo sfavillio dell’epoca precedente, spento da una badilata di esaurimenti nervosi, progetti a lungo termine, inconsistenza del cosiddetto clutch.
La fregatura consiste nel fatto che il campo emotivo, lasciato a maggese solo per non dire a morire, è piuttosto fertile: va da sé che ogni palpito sembra una cannonata, ogni pensiero una enciclopedia, ogni pasto un banchetto ecc. Poi se anche tu ti ci applichi, sparendo nel nulla e lasciandomi in attesa, diventa tutto più facile. Per quanto sento ancora una patina cortecciosa a contenere gli spasimi i quali mi rendono almeno consapevole di stare ancora respirando. E sapete, va tanto bene così. L’Ascesi sta chiudendo gli Ascessi, e mi sento tonico come dopo una lunga nuotata.

[In cuffia: The Bard’s Song, Blind Guardian. Pensa quanta strada dai Delta V.] 

E portami via, cazzo.

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4 Risposte to “Un’estate fa…”

  1. Lo tiri fuori o no sto super attack? dai, io comincio a raccogliere i cocci per terra.

  2. Francesco Says:

    Cit. 1

    Tomorrow all will be known
    And you’re not alone
    So don’t be afraid
    In the dark and cold
    ‘Cause the bards’ songs will remain….

    CIt. 2
    …ogni busta paga una fortuna, ogni formazione una parata..
    -Cristoooo, questo pavimento è freddo!
    – Vuoi che ti porti le pantofole tesorino?
    – Oh sergente, lo farebbe?
    – Ehi, guardami negli occhi!

    Rendono bene le due facce della medaglia credo…

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