Archivio per marzo, 2010

Ars Belli

Posted in Citazionismi, Morbs! on 5 marzo 2010 by Diecimilagiorni
Combatto ormai da tanto tempo.
Il mio Avversario ha notevole forza, ma con abilità e fortuna ho imparato a contrattaccare in maniera man mano più efficace. Tuttavia, i due contendenti differiscono nella resistenza: non potrò battermi per sempre con la stessa intensità. Devo uscire da questo stallo, Lui inizia a capire che una offensiva costante mi sfiancherà.
Ecco cosa farò. E’ una follia, ma potrebbe funzionare: inizierò a scoprire sistematicamente un fianco, il destro; voglio farGli credere che la mia difesa si stia disunendo. Se abbocca, non aspetterà a lungo prima di colpirmi. Lui è destro, e Lo costrigerò ad incrociare la traiettoria. Mi lascerò trapassare, spostandomi fulmineamente solo per risparmiare gli organi vitali. So che sarà doloroso, un male inimmaginabile. Ma la sofferenza e la voglia di reagire sono faville preziose, lettore. Gonfiano il cuore e raddoppiano le energie. Dopo l’affondo, dovrò stringere il dolore tra i denti e la Sua lama tra le mie dita, nella mia carne, bloccandolo.
Ed in quel piccolo centimetro, tra l’elmo e la corazza, con la sinistra Gli infierirò un colpo che non dimenticherà. Con tutta la forza che ho.
E gli esseri umani hanno una forza che non può essere misurata.
Questo non mi darà la vittoria. So benissimo che il mio Avversario non può essere sconfitto. Il colpo deve avere un unico effetto: che comprenda come resa è un concetto non contemplato nella mia arte della guerra. E che, semplicemente, deve lasciarmi strada.

Anche un avversario imbattibile faccia attenzione all’imprevedibilità di un mancino.