Mi sono politicizzato (o forse no)

La notte, è dalla sè stessa dei tempi, foriera d’ispirazione.
A dispetto di una dilagante tirchiaggine (“dopo tre anni di sanguinose economie, Fantozzi…“) ho sottoscritto l’abbonamento online de “Il fatto quotidiano”. Ogni sera di ritorno dal lavoro mi gusto l’edizione del giorno che è appena iniziato: e vi dirò, lo trovo eccellente. Esempi:
  1. L’autofinanziamento: niente quattrini dai partiti, piccoli azionisti, qualche pubblicità (cibo per gatti!!!) e soprattutto gli abbonati-lettori. 28.000 i primi, una marea i secondi. Le edicole sono prese d’assalto (ve lo dico da Roma, non da Canicattì) e si viaggia sui 200.000 al giorno. Democrazia. Potere al popolo. E la carta straccia avrà poco da stracciarsi i capelli, visto che per ciascuno c’è un padrone che dice di farlo. (“Indro, Indro, dove sei?”)
  2. Conseguentemente: via il bavaglio. E’ una Gazzetta delle procure? Bene! Voglio sapere di quali colpe si macchiano i potenti, che dovrebbero pagare più duramente il trarre un vantaggio illecito della loro posizione. Trasversalmente. Destra e Sinistra, si sa, sono concetti dipendenti dal punto di vista. Quelli di Onestà e Delinquenza, molto meno.
  3. Noto delle discordanze tra i votanti a favore del famoso/famigerato scudo fiscale: su Repubblica (1 ottobre) si parla di poco più di 300, sul Fatto siamo intorno ai 270, una ventina in più dei contrari. Che il quotidiano del PD (pd!) abbia un po’ ingrossato la cifra per rendere ininfluenti le 50 e passa assenze dei suoi deputati? La menzogna sui numeri è indegna, disintegra il bimillenario principio di non contraddizione aristotelico. Proprio come tra poche ore sentiremo chi parlerà di 10.000 persone e chi di 1.000.000 alla manifestazione per la libertà di stampa. Questo mentire sapendo di farlo mi ha sempre dato al cazzo. Ed anche chi lo considera una pratica normale.
  4. La rinuncia alla superficialità è forse l’aspetto che preferisco. Mi ritorna la stima per la professione del giornalista. La fortuna dello Psiconano (eh bè, non dovevo parlare di lui?) consiste nei gonzi che si bevono le sue stronzate: ci sono i proclami (SONO IL MIGLIOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN 150 ANNI DI STORIA D’ITALIA!) sui quali possiamo farci una sonora risata. Tuttavia, le persone che non si accontentano hanno bisogno di sapere che Mangano non è un eroe, che la D’addario è un puttanone e lo si sapeva anche sulla luna, che il lodo Alfano è incostituzionale, che Mills è stato corrotto da “Lui” per pronunciare una falsa testimonianza, che di programmi a suo favore in Rai ce ne sono a bizzeffe, che i processi a suo carico arrivano a coprire uno spettro di circostanze così ampio che è necessario tornare anche a prima del ’92-’93-’94. Andreotti rischia di essere spodestato, quanto a implicazioni in faccende poco chiare.

Finalmente qualcuno cerca di calmare questa sete. Senza sconti, con precisione e dovizia. Queste sono le notizie che voglio leggere.

Io sto con Travaglio!!!

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