Archivio per aprile, 2009

A che punto è la notte

Posted in Love/Hate on 26 aprile 2009 by Diecimilagiorni
L’alba è prossima. E l’alba a Roma non è cosa da poco per un uomo che viene da lontano come me. Mi metto a scrivere, finchè durano le sigarette, finchè dura la musica. Spegni le luci quando la musica termina, cioè mai. Così, chiamo a raccolta le mie canzoni, come farei appello agli amici di sempre. Sempre, mai. Avverbi ipocriti di cui abuso, a volte. Ma il pallino della soluzione alla transitorietà delle cose terrene tarda ad abbandonarmi. E non mi va nemmeno che ciò accada. Quindi, rinchiudo un’altra legione di demoni tra le sbarre questa carta virtuale.
Ignoro l’intimo meccanismo di certuni fenomeni. Ingoro quale legge regoli la gravità dei sentimenti, se è empiricamente spiegabile l’alternanza tra l’elevarsi del puro piacere, della celeste comunione tra spiriti affini, e il precipizio di aspre e logoranti battaglie verbali, scontri tra eserciti di retorica e logoi di potenza spaventosa, ma equivalenti. Ora, la storia (e solo lei, non certo io) ci insegna che ogni guerra non ha vincitori e vinti, eccetto nei trattati e nelle rese incondizionate. Solo un fiume di morti. Figuriamoci allora in un evento bellico destinato ad un perpetuo pareggio. Solo tanto sangue versato. Sangue, ovunque sangue. Sudore e lacrime, che si sarebbero potuti utilizzare per rendere fertili quei campi che adesso, aridamente bevono la vermiglia essenza dei caduti.
Come siamo arrivati a tutto questo? Come posso trattenere il mio grido, se ancora raccolgo pollici in alto, auguri, sorrisi e “questa volta ce l’hai fatta davvero Fù, ad essere felice” dai miei amici? Come posso non maledire – non so nemmeno cosa – al solo pensiero di annunciare loro come a me stesso “è andato tutto a monte”, “dimentica(te) ogni cosa”? “Resterò a Roma, ma quello straccio di cuore che ancora mi batte in petto se ne andrà ramingo ancora per molto”. Grottesco. Come grottesco è abortire i nostri figli, rubicondi neonati con congrui nomi: Viaggi, Scoperte, Confronti, Notti In Albergo o Su Brandine Sgangherate, Gods Of Metal, Ciao Darling, Tu Sei Assolutista & Io Relativista, Provati Quelle Scarpe, Facciamo Un Altro Giro Di Cicchetti. Prole numerosa (e questo è poco), come è d’uopo per persone che hanno parole per ogni pulsione come noi. Che avevano già costruito una bella casa di luoghi emotivi condivisi. Grottesco guerreggiare sul tempismo delle discussioni, grottesco dibattere sul concetto di libertà e di diritto, sulla logica aristotelica, sugli ex e tutta quella orrenda piega. Perchè stiamo dimenticando cosa ci unisce, che precede (a mio parere) ciò che ci divide. Considero dunque anche l’illogicità (oltre alla suddetta inutilità) dei litigi, il ricorrere a cattiverie da riservarsi ad un nemico giurato. Climax, poche ore dopo essersi dichiarati in ben altri termini, senza neppure la presenza di quegli anni di comunione che solitamente logorano i buoni sentimenti. Mi brucia anyway, non aver avuto la prontezza, dopo quel minaccioso “No, non metterti tu contro di me”  (peraltro una citazione del film Sleepers), di un “Tanto lo sai che pareggiamo!” che forse avrebbe calmato i toni. Vuol dire che la quinta ripresa è arrivata anche per me, e con essa la fitta, l’orgoglio che ti blocca il cervello e te lo mette nel culo. Ma l’idea di mollare tutto mi fa vomitare. Sarebbe troppo facile…E sai che sulle cose facili sono un po’ deboluccio.
Resto del parere espressoti ogni volta che mi hai sfidato a viso aperto, a cedere.
No, non voglio.
Certo, in mancanza di un proseguio dovrò rinunciare all’imparare il mestiere di essere uomo, l’arte del vivere, da te; un lato del campo di battaglia dove prevali. Ma riguardo la sopportazione della solitudine, la mancanza di spalle dove poggiare il pensiero, i risvegli senza carezze sono certo di avere la pelle più dura della tua.
L’alba è giunta.
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Per Giovanni Lindo Ferretti

Posted in Musiclike on 16 aprile 2009 by Diecimilagiorni
“Mi dispiace, non posso andare senza dirvi una cosa che mi sta molto a cuore.
Studio ancora sulle vostre canzoni. Le amo ancora. Ma non amo più voi, signor Ferretti. Non più. Voi eravate un uomo grande e buono. Così vi vedevo quando ero studente. Un genio. Ma ora vi siete allontanato dalla bontà e dal genio che prima vedevo in voi. Un momento fa, quando vi ho visto, ho pensato che stavate frantumando e buttando via le vostre buone parole, gettandole sotto di noi nella valle. E vi chiedo: perchè vi siete allontanato da noi? Perchè vi siete allontanato da voi stesso?
Sopra il mondo intero c’è il buio adesso. E dove siete ora voi, che con tutti i vostri scritti avevate regalato le parole per fare la luce? Dobbiamo superare questo terribile momento, signor Ferretti. Ma non ce la faremo…Se persone come voi si arrendono. E questo voi lo avete fatto. Lo avete fatto. Se non fosse per persone come voi, questo terribile momento non sarebbe arrivato. Capite?
Non gradisco la vostra compagnia, qui. Mi dispiace essere vostro nemico. Ma lo sono.”

L’urlo Della Farfalla

Posted in Citazionismi, Love/Hate, Musiclike on 2 aprile 2009 by Diecimilagiorni
…Come l’urlo strozzato di Layne Staley, lacerante. Una voce che sembra voglia caricarsi sulle spalle i mali dell’intera umanità, e sputarli via con la sola forza della laringe. Quest’oggi mi unisco, seppure indegno, alla schiera delle bocche da fuoco delle quali canto le canzoni. Vedo Ronnie, che ammonisce “Don’t dream of women, ‘cause they will only bring you down“; Alberto, che accusa “Come sai tu sei per me colpevole“; Paul, che implora “Ooh, don’t you hear me call?“. Scorgendo oltre, altre facce amiche. John Michael, che ha tatuato sulle falangi il suo nome di battaglia, canta come un matto e addenta volatili. Thom invece non ha bisogno di fare spettacolo, ma sputa veleno e pensiero con ogni parola. Trent ha organizzato tutto. Robert…Non riesco a sentirlo. Ma vorrei. E’ un genio.
Accanto a me c’è, poco visibile, Maynard. che al minuto 3.08″ di Parabola vomita tutta la sua disperazione.
Non sono così bravo da dire tutto in una frase.
Non voglio essere schiavo della canzone che ho scritto “Sento che di me non hai capito niente“.
Non mi importa se il mio capo dice che ho molto su cui lavorare. E’ una vita che mi nutro di chi mi critica, me ne rendo conto quando mi dicono che sono un grande.
Non mi importa se devo sopportare un rifiuto, starò bene attento a tutti i miei sbagli.
Non mi costa ammettere che ho molto da imparare come uomo.
Da sempre costruisco il mio progetto di vita. E da sempre i nemici sono più in gamba di me. Più vado avanti e più mi rendo conto che nel mosaico troppe tessere non hanno trovato la loro casella. Ma credimi se ti dico che io non mi arrendo, che un giorno il cerchio si chiuderà e tutta la mia felicità sarà per chi mi sta accanto: come del resto è avvenuto all’arrivo dei tanti checkpoint intermedi.
La Vuoi?
Aspetto Dio, il Destino, la Sorte (perchè no, la Morte), bene armato. Sono intenzionato a dare battaglia: troveranno pane per i loro denti.
Questo è il mio Battlecry. L’Urlo Della Farfalla.