Archivio per marzo, 2009

Standing On The Edge (non il “chitarrista” degli U2)

Posted in Citazionismi, Love/Hate on 19 marzo 2009 by Diecimilagiorni
“Il confine, il sottile filo che divide ogni coppia di metà conflittuali. Ogni bianco e nero, ed ognuna delle infinite gradazioni del grigio”
I’M THAT
L’equilibrio trova in me il suo senso spinto da scatenarsi di forze oscure che premono in tutte le direzioni, il cui sommarsi e sottrarsi mi lascia miracolosamente in bilico. Ed ecco la Legione di cui mi chiedete. Perchè in me vivono in tanti, perchè io sono molte cose. Ho meritato ogni cerchio infernale: Ignavo, Lussurioso, Goloso, Avaro e Prodigo, Pigro ed Iracondo. Eretico, Superbo, Seminatore di scismi. Ladro, Assassino. Traditore. Ed ugualmente troverei posto nei cieli paradisiaci: ho amato intensamente, ho sacrificato me stesso per il mio prossimo, ho combattuto per la fede (ebbene si), ne ho studiato la storia. Ed ancora ho meditato, sognato, creduto. E meritato il Sorriso di Beatrice e la Musica delle Sfere.
Ma mi piace immaginarmi pentito in punto di morte, con un angelo ed un demonio che vengono a contendersi il mio corpo.
Altri due opposti che si combattono. Ma faranno meglio a mettersi in fila.
La morte mi fa paura, eppure è stata la stessa Signora a mettermi in guardia sull’incubo di una brutta vita. E guarda caso, è una vita che mi batto per renderla degna, significativa, intensa, unica. Non risparmierò nemmeno una goccia di sangue in questa campagna per la conquista della felicità.
…Ed è così che voglio anche te.

FORSE DEVI INCOMINCIARE A PERDERE…

Posted in Citazionismi, Morbs!, Musiclike on 2 marzo 2009 by Diecimilagiorni
Giornata da malato, mi fermo per un dovuto punto della situazione. “E di colpo venne il mese di Febbraio”, di colpo passò. Lasciandomi accorate pagine intrise della mia mano, brividi di freddo & di calore, spaccati (almeno) di un embrione della vita che mi immaginavo. E che vorrei. La visita di mio fratello, il nostro inedito e complice sentrci, i rapporti con la mia famiglia, che più s’allontanano fisicamente più s’appropinquano in sincerità, affetto, farsi forza a vicenda.
Il lavoro inizia ad entrare nel vivo. Qualche micro complimento, qualche problema che sono in grado di risolvere da solo. Qualcosa di cui ho compreso l’intimo meccanismo. E sembra perfino piacermi. Fuori, ho i miei weekend, una combriccola di amici che “sta a venì su bene”: molto importante che sia così, perchè con l’andare del tempo il differenziarsi di strade ed esperienze rende più arduo il piacersi. Invece va bene, ancora una volta. Sto ascoltando molta musica, dagli Ulver ai Sun o))), dai Cure (chi l’avrebbe mai detto?) a revival dei Depeche Mode, fino ai Prodigy, agli Amon Amarth ed agli Amon Duul. Basterebbe questo per farmi giudicare postivamente i presenti mesi. La musica può questo e altro.
Tuttavia, il contratto si avvia alla sua scadenza: la riconferma è molto improbabile (COSA TI DISSI? QUALI FURONO LE MIE PAROLE ?) e sto muovendomi per cercare una alternativa. Ma non è facile: per non rompere questo equilibrio dovrei trovare un impiego retribuito abbastanza per sopravvivere, non dall’altra parte del mondo…E che possa darmi un qualche genere di soddisfazione. Brutti requisiti. Rari. E questo momento del cazzo, questo mondo che sta andando a rotoli.
C’è una cosa importante da dire. Credo molto nei segnali. Ho scritto diffusamente di cosa avviene qui; ma dalla mia terra ne provengono altri che muovono decisione sulla strada da prendere. Giù le vicende hanno seguito autonomamente il loro corso, creando un quadro ben diverso da quello lasciato, e che oggi mi vedrebbe non certo un estraneo, ma neppure il re che fui. E, ferma restando la fedeltà, la riconoscenza verso gli affetti di sempre, appare chiaro che il mio posto sia qui.
(Nun me ne vojo annà da sta città…)