Archivio per febbraio, 2009

E non ho più fretta…

Posted in Citazionismi, Love/Hate, Musiclike on 21 febbraio 2009 by Diecimilagiorni
Scaglio con violenza a me aliena il mazzo di chiavi nell’androne. Il gelo paralizza ogni altro sentimento che non sia l’infuocata rabbia. Quella con cui sono cresciuto ed ho affidato molti dei miei anni migliori: come quando siedevo alla guida della mia Punto, lasciando andare perfino i Death. Ed il rancore mi faceva fremere. Come quando mi guardavo allo specchio, idealmente o nel retrovisore, dicendomi “io devo andarmene di qui”.  La voglia di vendetta – la dea dal dolce sapore – mi faceva calare come una benda sanguigna sugli occhi, addormentando la mia ragione e lasciandomi bellamente ignorare tutte le Sante mani tese a tirarmi fuori dal baratro. Ogni parte di me le vedeva, le percepiva. Ma al di là del sentimento, del raziocinio e del tatto, c’erano le mie viscere. Ribollenti e schiumanti, dettavano, hanno dettato, spietata legge.
Ma oggi, I am your passenger.
Nel cervello mi esplodono tutte le canzoni che abbiamo sentito, quelle di cui abbiamo parlato, quelle che ho solo pensato, associato a te, considerato per il messaggio della buonanotte. Mi correggo, del buon pomeriggio. Mi chiudo il viso, stringendolo disperato tra le mani, cantando perchè ho…Paura: con un sussurro talmente rauco che potrei essermelo inventato, e mentre digrigno gli incisivi sfioro vette sensoriali paragonabili ad un orgasmo malsano.
Ozzy Osbourne cantava una canzone che dichiarava I just want you. Ma poco prima puntualizzava: I don’t ask much.
Ti sbagliavi, papà.

L’inalienabile

Posted in Senza categoria on 18 febbraio 2009 by Diecimilagiorni
Scrivo, senza averlo programmato. Di norma avrei preso nella sinistra la fattrice delle infinite galassie – a proposito, si eleva sempre la parola scritta a verbo dell’umanità, ma qualcuno vuole ringraziare chi ha inventato la penna? – ma ho messo su una ricca progreylist. Opto per i tasti e lo schermo. Le battaglie della gioventù, aspramente affrontate nei loro trionfi e naufragi, hanno lasciato campo ad un confronto perpetuo, ad un mostruoso abbraccio con l’intera esistenza. Quivi, nei presenti mesi capitolini, scorgo un avvenire di mobilità, scoperte, insegnamenti: senza aggettivi, come il canto di un cielo del Paradiso che non ricordo, come il sorriso di Beatrice che Dante non può sosternere, o finirebbe incenerito. Ma prima di telefonare ai pompieri, c’è da fare qui. Ho vissuto abbastanza da avere consapevolezza oltre che delle scontate mie azioni, mi è noto in quali emozioni, in quali stati razionali meglio riconosco ciò che sono. Pietre angolari, preziose come il diamante e fragili come porcellane, che, stimolate, possono far perfino implodere il mio maniero. Indico la loro ubicazione a coloro che amo, nel tentativo di ricevere viceversa analogo onore, e magari creare uno split. Mille, poi cento, poi altri mille, i laterizi cedutimi da coloro con cui ho camminato; altrettanti i miei regali.
 
 
Ma di sete io vivo anche in questi giorni
 

I Only Pray…

Posted in Senza categoria on 12 febbraio 2009 by Diecimilagiorni

Listen to the tales and romanticize,
How we’d follow the path of the hero.
Boast about the day when the rivers overrun.
How we rise to the height of our halo.

Listen to the tales as we all rationalize
Our way into the arms of the savior,
Feigning all the trials and the tribulations;
None of us have actually been there.
Not like you.

Ignorant siblings in the congregation
Gather around spewing sympathy,
Spare me.
None of them can even hold a candle up to you.
Blinded by choice, these hypocrites won’t see.

But, enough about the collective Judas.
Who could deny you were the one who
Illuminated your little piece of the divine?

And this little light of mine, a gift you passed on to me;
I’m gonna let it shine to guide you safely on your way,
Your way home …

Oh, what are they going to do when the lights go down
Without you to guide them all to Zion?
What are they going to do when the rivers overrun
Other than tremble incessantly?

High is the way, but all eyes are upon the ground.
You were the light and the way they’ll only read about.
I only pray, Heaven knows when to lift you out.
Ten thousand days in the fire is long enough;
You’re going home.

You’re the only one who can hold your head up high,
Shake your fists at the gates saying:
"I’ve come home now!
Fetch me the spirit, the son, and the father.
Tell them their pillar of faith has ascended.
It’s time now!
My time now!
Give me my, give me my wings!"

You are the light and way that they will only read about.

Set as I am in my ways and my arrogance,
(With the) burden of proof tossed upon the believers.
You were my witness, my eyes, my evidence,
Judith Marie, unconditional one.

Daylight dims leaving cold fluorescents.
Difficult to see you in this light.
Please forgive this bold suggestion, but
Should you see your Maker’s face tonight,
Look Him in the eye, look Him in the eye, and tell Him:
"I never lived a lie, never took a life, but surely saved one.
Hallelujah, it’s time for you to bring me home."