Archivio per dicembre, 2008

Not a Wasted Year

Posted in Senza categoria on 23 dicembre 2008 by Diecimilagiorni

Martedì, ultimo giorno di lavoro del 2008. Gli uffici sono semivuoti, manca il mio capo, il suo che ha la scrivania alle mie spalle. Tutto è pronto per gli auguri di arrivederci, e per un complicato ed esaltante break natalizio. A partire dalla notte in treno che mi attende al pari dei miei vecchi amici. E la mia famiglia, dalla quale non restavo così lontano da non ricordo più quando. Colgo così l’occasione per rassicurare il mio buon fratello, satiro ed elfo come io eroe e menestrello, che neppure nel mio petto mancano le ghiacciate stalattiti: certo, il bene che intercorre tra noi è troppo ruvido per scioglierle, ma ne apprezzo e difendo l’essenza costituita da regali fatti di frasi entro cui le nostre radici, sotto il ghiaccio, affondano.

Queste settimane saranno un tuffo nel passato, che per quanto recente percepisco distante: non abbastanza da averlo dimenticato o disconosciuto, anzi. Ma la dura battaglia che porto avanti nella capitale sottrae le mie energie alla memoria, e già da ora devo tenere in conto una mia probabile futura partenza-ritorno definitivi (?). Ma andiamo con ordine. Il lavoro non presenta molti elementi giudicabili, essendo questo cosmo troppo grande e con troppe leggi fisse per un relativista come me, quindi mi limito a segnalare la buona volontà, la puntualità, la voglia di imparare da un lato, dall’altro il nervosismo, il timore, e il maledetto inglese che a causa dei due precedenti, frequenti stati d’animo, a volte ha bisogno della tenaglia per saltar fuori dalla mia bocca. Ironia della sorte del cazzo.

La voglia di ricreare un sistema di affetti permea il resto delle mie giornate ed i weekend, con alcuni attimi di sconforto seguiti da una recentissima, violenta esplosione di volti-voci, con persone da conoscere, da approfondire, a cui trovare il posto nello spazio bianco. E una prova con una cover band dei Porcupine Tree che potrebbe andare molto bene. Furthermore, l’alcol e le droghe non hanno bandiera, e nemmeno le cene con quintali di pasta e condimenti arzigogolati, così come gli scambi di opinioni e items musicali-cinematografici-letterari. E questo è uno dei punti migliori. E grazie mille ai miei nuovi interlocutori.

 

Sei sempre il solito, Fù.

 

La Puglia mi attende in modo analogo (figuriamoci). Anzi corrispondente. Musica-persone-convivialità-scoperta. Un concerto (99th), registrazioni, dialoghi, condivisione. Affetto? Lo spero, nella sua forma meno dolorosa. E capodanno. E dedicare un giorno ad ogni amico per narrargli questa nuova storia che mi cimento a scrivere.

Apro una bella parentesi graffa alla destra di questi paragrafi e concludo. Il ritorno sarà probabilmente pesante, malinconico. Ma nasconde il primo interrogativo del 2009. Se, vale a dire, la mia sete potrà placarsi. Utilizzerò la pausa per cercare una risposta preliminare, non sufficiente (e forse nemmeno necessaria).

Quella definitiva…E’ nelle tue mani, e nelle mie. Stringiamocele.

Ti prego.

Ti prego.

Annunci

This Post Has Been Deleted By The Author

Posted in Senza categoria on 17 dicembre 2008 by Diecimilagiorni

Perchè è un idiota, un emotivo del cazzo, e vorrebbe volentieri che qualcuno gli indicasse l’angolo. Con il medio.

Ben mi sta una lavata di capo dagli eventi, stavo decisamente esagerando.

Se non altro, promessa mantenuta.

Ed il gesto è puramente autocelebrativo della mia stupidità

 

 

Diario di battaglia, giorno 46.

Posted in Senza categoria on 2 dicembre 2008 by Diecimilagiorni
La gloria di questa città si respira nell’aria, si percepisce nei grandi spazi come nelle viuzze. “Magnifica, terrificante, immensa. Perchè quando sei solo lo sei davvero, perduto, minuscolo al cospetto dei milioni di storie che ha da raccontare”. Cravatta di giorno ed assenzio di notte, numeri a fiumi durante la settimana e fiumi di birra nei weekend, avevo sbagliato nel considerare scontato un cambiamento di abitudini. Certo, c’è la sveglia, la metro, i soldi da guadagnare e da spendere con saggezza. Ma c’è anche l’empatia, ci sono le persone, la musica. Le cose di sempre, in una nuova scintillante veste. Sento fortissima la mancanza dei miei gruppi, delle persone che ne fanno parte e delle nostre vecchie storie, ma non posso negare che abbia fatto bene a compiere questo grande salto. C’è un tempo per ogni cosa.
Questo è il tempo dell’incontro con l’età adulta, che come ogni donna ha bisogno di essere amata e corteggiata, affinchè sveli i suoi più profondi misteri. E la mia inesauribile sete di sapere sfocia a volte in una fretta, in una ansia che spesso mi toglie il respiro inducendomi all’errore. Ecco quindi qualche nuovo dilemma da affrontare, regola da stabilire.  
Ma in questo intervento il vecchio zio è stato fin troppo ottimista, non trovate? in questa orgia di doveri – che consumo con risultati interlocutori ma globalmente positivi, giungo spesso a sera stremato. Ed è lì che il vostro amico di sempre presta ascolto ad altre voci, una in particolare, che mi chiede di dividere il letto e la notte con qualcuno. Quel viso e quelle spalle da stringere che aspetto da sempre, nel nome delle quali ho combattuto, versato sangue, squarciato cuori e nuociuto fino alle lacrime più copiose ed inarrestabili.
Conoscete quella metafora che amo, quella del Colosseo? Qui ed adesso tutta la mia esperienza non può evitarne una totale ricostruzione, con quel vuoto al centro che permane buio e profondo, molto difficile da colmare. Resto in attesa ed in ricerca.